Date da ricordare

Dec
14
Fri
Luigi Cangiano | Bambino
Dec 14 – Dec 15 all-day

Il 15 dicembre del 1983 nel Rione Siberia, un quartiere popoloso non lontano dal carcere di Poggioreale, Luigi Cangiano, un bambino di dieci anni, rimase ucciso da un proiettile vagante.
Stava giocando con un gruppetto di amici, quando la polizia e una banda di spacciatori si fronteggiano in un conflitto a fuoco.
Tre agenti della sezione narcotici della squadra mobile della questura, in abiti civili, bloccarono due persone, trovate in possesso di un quantitativo di droga e di una pistola. Mentre gli agenti procedevano alla loro identificazione, da un pianerottolo al piano ammezzato di un isolato adiacente, alcuni sconosciuti aprirono il fuoco. Gli agenti risposero con le pistole di ordinanza. Alla fine dell’intensa sparatoria  venne trovato sul terreno il corpo di Luigi, capitato sulla linea di fuoco e rimasto accidentalmente colpito da una o più pallottole.
Soccorso e trasportato immediatamente nell’ospedale Nuovo Pellegrini, il piccolo morì dieci minuti dopo il ricovero.

Luigi Ranieri | Imprenditore edile
Dec 14 – Dec 15 all-day

15 Dicembre 1988, Palermo: viene assassinato Luigi Ranieri, imprenditore edile di 60 anni titolare dell’impresa Sageco. Per il delitto è stato condannato all’ergastolo Totò Riina.
Ranieri fu ucciso in un agguato davanti alla sua villa perché, hanno ricostruito i magistrati, “non voleva assoggettarsi al sistema degli appalti” controllato da Cosa Nostra. La resistenza di Ranieri alle pressioni mafiose è stata confermata da vari pentiti tra cui Salvatore Cancemi, Giovanni Battista Ferrante, Leonardo Messina e Balduccio Di Maggio. Cancemi ha riferito che Riina, contrariato per le scelte dell’imprenditore, sbottò: “Dobbiamo rompergli le corna”.

Dec
16
Sun
Filomena Morlando | Insegnante
Dec 16 – Dec 17 all-day

Filomena Morlando nacque a Giugliano in Campania (NA) il 19 aprile del 1955 e qui venne uccisa per errore il 17 dicembre del 1980. Si trovava nella piazzetta antistante la chiesa parrocchiale di Sant’Anna e stava passeggiando quando si trovò in mezzo a una sparatoria che aveva per obiettivo Francesco Bidognetti. Il boss utilizzò Mena come scudo umano.

Giuseppe Borsellino | Imprenditore
Dec 16 – Dec 17 all-day

Giuseppe Borsellino era un imprenditore. Nacque da una famiglia di origine riberesi, poi trasferitasi stabilmente a Lucca Sicula (AG). Cominciò a lavorare presto. Si sposò a 18 anni con Calogera Pagano, sua coetanea, con cui ebbe tre figli: Antonella, Paolo e Pasquale. Dopo vari lavori, si dedicò alla sua definitiva attività di imprenditore-operaio di una piccola impresa di calcestruzzo che diresse assieme al figlio Paolo. Rifiutò qualsiasi tipo di compromesso o sottomissione al potere e agli interessi mafiosi e perciò venne ucciso il 17 dicembre 1992, dopo aver rivelato alla magistratura i nomi dei mandanti e degli esecutori dell’omicidio del figlio Paolo (ucciso il 21 aprile 1992). Le sue dichiarazioni permisero agli inquirenti di ricostruire gli intrecci tra mafia, affari e politica dell’hinterland lucchese di quel periodo.

Giuseppe Riccio | Pizzaiolo
Dec 16 – Dec 17 all-day

Giuseppe Riccio aveva 26 anni e un figlio di 2 anni, lavorava come pizzaiolo. Venne assassinato il 17 dicembre 2005 durante un’azione punitiva nei confronti del titolare del locale Donna Amalia alla Calata Capodichino a Napoli dove lavorava.

Dec
19
Wed
Aniello Giordano | Pensionato
Dec 19 – Dec 20 all-day

Aniello Giordano, 63 anni, sottufficiale della polizia in pensione, fu ferito gravemente il 17 dicembre del 1987 a colpi di arma da fuoco da due persone che avevano fatto irruzione nel mobilificio «2P», a Torre del Greco. L’uomo si trovava nel mobilificio per acquistare un salotto per il figlio Michele, da poco sposatosi. All’improvviso, nel locale fecero irruzione due giovani armati e a volto scoperto. Un terzo rimase all’esterno, di copertura. Oltre a Giordano, furono colpiti il titolare del mobilificio, Pasquale Polese, di 33 anni; suo cognato, Ciro Izzo, di 36 anni; e un dipendente, Giuseppe Russo, di 48 anni. I sicari dopo aver sparato all’impazzata, fuggirono probabilmente a bordo di un’autovettura guidata da un complice. Secondo gli investigatori, l’irruzione sarebbe stata fatta per punire il titolare del mobilificio il quale si sarebbe rifiutato di pagare «tangenti». Aniello morì il 20 dicembre a causa delle ferite riportate.

Rosario Ministeri | Commerciante
Dec 19 – Dec 20 all-day

Rosario Ministeri era un commerciante privo di qualsiasi legame con gli ambienti mafiosi. Fu ucciso il 20 dicembre del 1996 a Gela. Gestiva il bar Caposoprano e fu assassinato su ordine di Emanuele Trubia, esponente di spicco di Cosa Nostra gelese. Trubia intese così punire il barista per l’amicizia e l’ospitalità che offriva nel suo bar a Salvatore Trubia, fratello pentito dello stesso mandante.

Dec
20
Thu
Vincenzo Medici | Imprenditore
Dec 20 – Dec 21 all-day

Vincenzo Medici coltivava fiori e piante e aveva costruito un’azienda che dava lavoro e speranza a tante persone, in una terra in cui fare impresa senza scendere a compromessi è una scelta coraggiosa, a rischio della propria vita.

La notte del 21 dicembre 1989, mentre si trovava tra le sue serre come ogni giorno a controllare che tutto fosse in ordine, fu aggredito e sequestrato. E’ con il sequestro di Vincenzo, che lo Stato adotterà la linea dura contro i sequestratori. Il fratello di Vincenzio, Giulio, fu bloccato all’uscita di una banca di Roma e gli furono sequestrati i soldi per i rapitori, da quel momento più nessun contatto. Aveva più di 60 anni e di lui non si seppe più nulla. Insieme a lui, scomparve anche la speranza della moglie di ritrovarlo. E lì a Bianco, in provincia di Reggio Calabria, le centinaia di serre della sua azienda, fiore all’occhiello della Calabria, sono rimaste abbandonate.

Dec
21
Fri
Raffaele Vitiello | Finanziere
Dec 21 – Dec 22 all-day

Raffaele Vitiello era un finanziere in servizio a Brindisi. La sera del 22 dicembre 1992, due motovedette della Guardia di Finanza si scontrarono al largo di Brindisi. Nella collisione, avvenuta intorno alle 18.00, perse la vita il direttore della sala macchine di uno dei due natanti, Raffaele Vitiello, 45 anni, mentre 3 militari rimasero feriti in modo non grave. I due natanti, un guardacoste e un drago, motoscafo veloce, hanno cominciato a imbarcare acqua. Nell’impatto Vitiello è rimasto incastrato tra le lamiere della sala macchine e invano sono intervenuti i vigili del fuoco e un medico di Brindisi per tentare di liberarlo mentre era ancora in vita.

Dec
22
Sat
Giuseppe Montalto | Poliziotto
Dec 22 – Dec 23 all-day

Giuseppe Montalto era un poliziotto e come agente scelto della polizia penitenziaria prestò in un primo tempo servizio al carcere Le Vallette di Torino. In seguito svolse servizio presso il carcere dell’Ucciardone di Palermo, nella sezione di massima sicurezza, quella riservata ai boss. Venne ucciso il 23 dicembre 1995 da due killer in una frazione di Trapani, Pietretagliate, davanti alla casa del suocero. Anni dopo, il pentito Francesco Milazzo rivelò che Montalto fu ucciso perché aveva sequestrato un bigliettino fatto arrivare in carcere ai boss Mariano Agate, Raffaele Ganci e Giuseppe Graviano.