Date da ricordare

Feb
28
Wed
Anna Maria Torno | Bracciante
Feb 28 – Feb 29 all-day

Anna Maria Torno aveva 18 anni, era di Vinosa (Taranto) e lavorava come bracciante agricola. Il primo marzo del 1996 stava andando a lavorare come tutti i giorni, quando il pullmino su cui viaggiava ha avuto un incidente nel quale la donna perse la vita. È considerata una vittima del caporalato: Anna Maria viaggiava insieme ad altre 13 persone a bordo di un pullmino che poteva trasportare al massimo 9 passeggeri.

Mar
1
Fri
Donato Maria Boscia | Imprenditore
Mar 1 – Mar 2 all-day

Donato Maria Boscia era un imprenditore della Ferrocemento. Ingegnere, aveva 31 anni e una carriera lunghissima davanti a sé. La sera del 2 marzo 1988 fu freddato a Palermo da cinque colpi di pistola. Fu la mafia a decretare il brutale assassinio. Il maxiprocesso, celebrato e conclusosi a Palermo nel 1997 con 22 condanne di cui 14 all’ergastolo, dimostrò che era coinvolto nell’omicidio del giovane ingegnere di Gioia del Colle anche Salvatore Riina. Che Balduccio Di Maggio era implicato nei fatti. Che Donato Maria Boscia morì perché stava costruendo una sezione dell’acquedotto siciliano sul quale la mafia non era riuscita a mettere le mani. «Si era laureato a 23 anni al Politecnico di Torino in ingegneria – racconta l’ anziano padre Vito – e da subito aveva cominciato a ricevere proposte di lavoro. Dopo il servizio militare scelse di lavorare per la Ferrocementi di Roma e in poco tempo aveva già fatto tanta carriera. Gli assegnarono la direzione del cantiere per l’acquedotto a Palermo: doveva sfondare il Monte Grifone e aveva scommesso con gli operai che sarebbe riuscito a farlo entro il 14 aprile del 1988. Poi la disgrazia e gli operai continuarono a lavorare anche di notte e senza paga, ma riuscirono a traforare l’ultimo muro il 14 aprile. Scherzando diceva che sarebbe tornato da Palermo in una bara, ma noi non potevamo sospettare, anche se dei segnali li avevamo avuto: attentati ai mezzi meccanici, danni. Poi un giorno, Balduccio Di Maggio che si presenta da lui fingendo di essere un operaio in cerca di lavoro. Ma queste sono cose che abbiamo saputo solo dopo». La sera del 2 marzo, Donato stava tornando a casa. Smontava dal servizio alle 17, s’ intratteneva sempre un po’ di più sul cantiere con gli operai. Gli orari della sua giornata erano sempre gli stessi e i killer lo sapevano. Bloccarono la sua auto a un incrocio, lo freddarono con cinque colpi di pistola.

Epifanio Li Puma | Politico
Mar 1 – Mar 2 all-day

Epifanio Li Puma, politico sindacalista di sinistra che credeva negli ideali politici del socialismo, tanto da costituire nel 1946 la lega dei contadini spingendoli a protestare e occupare le terre per rivendicare i propri diritti. In questo clima di contrasti, maturò la sua uccisione che avvenne il 2 marzo 1948, in contrada Petralia Soprana in provincia di Palermo, mentre lavorava il suo pezzo di terra, da due colpi di fucile provenienti da due uomini a cavallo davanti a due dei suoi figli.

Francesco Scerbo
Mar 1 – Mar 2 all-day

Francesco Scerbo è stato ucciso il 2 marzo del 2000 a Isola Capo Rizzuto. Colpito per sbaglio da due killer incappucciati mentre era in un bar. Aveva 33 anni. Lasciò una figlia e la moglie che aspettava il secondo figlio.

Torquato Ciriaco | Avvocato
Mar 1 – Mar 2 all-day

Torquato Ciriaco era un noto avvocato del foro di Lamezia Terme, consulente di un’impresa edile e titolare di alcuni appalti affidati dall’Anas. Fu assassinato il 2 marzo del 2002 a Maida, in provincia di Catanzaro. Ciriaco è stato ucciso mentre, alla guida del suo fuoristrada, stava rientrando a Cortale, dove risiedeva, da Lamezia Terme, città nella quale era titolare di uno studio legale molto avviato. Ciriaco si occupava quasi esclusivamente di questioni amministrative e civili ed era uno degli avvocati più conosciuti non soltanto di Lamezia Terme. Vasti, comunque, i suoi interessi e molteplici le sue attività in vari settori economici e imprenditoriali. Sul delitto, di chiaro stampo ‘ndranghetista, non è stata ancora fatta piena luce.

Mar
2
Sat
Giuseppe Moscarelli | Sindacalista
Mar 2 – Mar 3 all-day

Giuseppe Moscarelli 50 anni e padre di quattro figli, sindacalista del PCI e dirigente dell’Alleanza coltivatori, fu ucciso nella campagne di Mezzoiuso, presso Palermo, il 3 marzo del 1976. Due anni prima aveva rotto con la Coldiretti e molti contadini poveri e piccoli allevatori avevano aderito all’Alleanza coltivatori. Aveva promosso una campagna per l’acquisto collettivo di fertilizzanti, rompendo così il monopolio delle cosche, e aveva proposto la costituzione di una cooperativa. Anche grazie allo sviluppo del movimento dei contadini – allevatori le sinistre avevano conquistato il Comune. Gli assassini, dopo averlo freddato, hanno impiccato la sua cavalla.

Sep
9
Mon
Antonino Marino| Carabiniere
Sep 9 all-day

Antonino Marino era un carabiniere, Comandante della caserma di Platì. Fu ucciso ucciso durante una festa patronale a Bovalino Superiore, il 9 settembre del 1990. Profondo conoscitore della criminalità organizzata della Locride (ai tempi dei sequestri di persona) aveva svolto varie indagini sui traffici illeciti e sui sequestri di persona che in quegli anni rappresentavano una delle principali attività criminali della ‘ndrangheta, contribuendo ad assicurare alla giustizia diversi boss ‘ndranghetisti. Marino da un po’ di tempo era stato trasferito a San Ferdinando di Rosarno, in quanto aveva sposato una donna della Locride e il regolamento dell’Arma imponeva tale cambio di luogo. Era ritornato nella zona jonica calabrese per assistere ai festeggiamenti in onore dell’Immacolata. La sera dell’8 settembre si trovava con i suoi parenti e la sua famiglia quando dalla folla sbucò un uomo armato di pistola fece fuoco uccidendolo, ferendo la moglie e anche il piccolo figlio Francesco; dopodiché si allontanò. Fu trasportato all’ospedale di Locri, ma Nino morì poco dopo le 13 del 9 settembre. Le indagini si indirizzarono subito alla sua attività di investigatore contro la ‘ndrangheta in particolare ai suoi anni trascorsi a Platì. Dopo 24 anni, grazie alle intercettazioni captate nell’ambito dell’indagine Platino della DDA di Milano, il processo è stato riaperto e sono stati condannati Francesco Barbaro e Antonio Papalia, ritenuti l’esecutore materiale e il mandante dell’omicidio. La sentenza è stata confermata dalla Cassazione nel settembre 2015.

Oct
5
Sat
Vincenzo Savoca | Poliziotto
Oct 5 all-day

Vincenzo Savoca era un agente della Squadra Mobile di Palermo. Aveva ricevuto un’informazione riguardo a un contrabbandiere ricercato: la sera del 4 novembre 1958 sarebbe rientrato nella propria abitazione, in Piazza Magione, per trascorrervi la notte. Verso le 18, insieme alla Guardia Placido Russo, si recò nei pressi della casa per attendere l’uomo e arrestarlo. Intorno alle 20, il contrabbandiere fu bloccato dai due poliziotti che gli si avvicinarono e lo dichiararono in arresto. In pochi istanti una folla di persone circondò e aggredì gli agenti.

L’appuntato Savoca continuava bloccare il contrabbandiere, mentre la Guardia Russo, colpito agli occhi dalla folla e momentaneamente accecato, si accorse che qualcuno stava tentando di estrargli la pistola. La estrasse dalla fondina per esplodere alcuni colpi in aria. Ma gli sconosciuti, nel tentativo di disarmarlo, gli torsero il polso proprio mentre premeva il grilletto e il colpo raggiunse l’appuntato Savoca alla testa. Solo a quel punto la folla si disperse.

Vincenzo Savoca, ricoverato in ospedale, morì la sera dopo, lasciando vedova la giovane moglie, che aveva sposato pochi mesi prima e in attesa del primo figlio.

Oct
7
Mon
Claudio Domino | Bambino
Oct 7 all-day

Claudio Domino, 11 anni, era il figlio di un dipendente della Sip. Il padre era anche titolare di un’impresa che gestiva in appalto i lavori di pulizia dell’aula bunker. Fu assassinato vicino alla cartolibreria gestita dalla madre.
Il 7 ottobre 1986, un giovane in moto e con il volto coperto da un casco chiamò il bambino per nome, mentre stava giocando e, dopo averlo avvicinato, gli puntò la pistola in fronte sparandogli a bruciapelo. Claudio sarebbe stato ucciso perché aveva visto confezionare alcune dosi di eroina in un magazzino.

Oct
12
Sat
Anna Pace | Donna
Oct 12 all-day

Anna Pace era in auto con il marito quando, il 12 ottobre del 1999, a Fasano, venne travolta da un furgone dei contrabbandieri carico di sigarette. Aveva 67 anni.