Date da ricordare

Jun
27
Tue
Pino Camilleri|Politico
Jun 27 – Jun 28 all-day

Pino Camilleri nacque il 20 settembre del 1918 a Naro (AG), comune del quale divenne sindaco socialista. Il 28 giugno 1946, a soli 27 anni, già riconosciuto come capo contadino in una vasta zona a cavallo tra le province di Caltanissetta e Agrigento, fu colpito dalla lupara mentre cavalcava da Riesi verso il feudo Deliella, aspramente conteso tra gabelloti e contadini.

Jun
28
Wed
Antonino Burrafato|Carabiniere
Jun 28 – Jun 29 all-day

Antonino Burrafato era vice-brigadiere in servizio presso la Casa Circondariale dei Cavallacci di Termini Imerese. Lavorava presso l’ufficio matricola del penitenziario dove, nel 1982, transitò il boss Leoluca Bagarella che stava tornando a Palermo a causa della morte del padre. A Bagarella però doveva essere notificata una ordinanza di custodia cautelare in carcere e quindi il boss non sarebbe potuto andare a trovare il padre. L’arduo compito toccò al brigadiere Burrafato, uomo che osservava alla lettera il regolamento e che quindi impedì al Bagarella di recarsi al funerale del padre. Dopo un acceso alterco, il boss giurò di vendicarsi, cosa che poi avvenne qualche tempo dopo.
Il 29 giugno 1982 era la giornata della partita Italia – Argentina, il vento era afoso e il vice-brigadiere si stava apprestando ad andare a lavoro. Giunto a piazza Sant’Antonio, alle ore 15.30, a poche decine di metri dal carcere, un commando di quattro uomini lo uccise usando esclusivamente armi corte. Il Vice-Brigadiere morì pochi attimi dopo all’ospedale Cimino di Termini Imprese.

Jun
29
Thu
Giuseppe Tesauro e Pietro Cannizzaro
Jun 29 – Jun 30 all-day

Giuseppe Tesauro era un panettiere padre di quattro figli. Era di Villabate. La notte del 29 giugno 1963 si trovava nel suo panificio quando notò del fumo uscire da un’automobile parcheggiata davanti a un vicino garage. Tesauro avvertì del fatto il custode del garage, Pietro Cannizzaro.
I due si avvicinarono all’auto, ma quando Cannizzaro provò ad aprirla, questa esplose perché imbottita di tritolo. Pietro Cannizzaro, 52 anni, e Giuseppe Tesauro, 41 anni, morirono sul colpo.
Secondo alcune fonti, la bomba era indirizzata al mafioso Giovanni Di Peri.

Strage di Ciaculli
Jun 29 – Jun 30 all-day

La Strage di Ciaculli ebbe luogo nella borgata agricola di Ciaculli a Palermo il 30 giugno 1963. Un’Alfa Romeo Giulietta imbottita di esplosivi uccise il tenente dei carabinieri Mario Malausa, i marescialli Silvio Corrao e Calogero Vaccaro, gli appuntati Eugenio Altomare e Marino Fardelli, il maresciallo dell’esercito Pasquale Nuccio, il soldato Giorgio Ciacci.
Negli anni tra il 1962 e il 1963 Palermo era in preda alla prima guerra di mafia che vedeva contrapposti i clan Greco e La Barbera, in lotta per la supremazia nel settore del traffico della droga che in quegli anni vedeva una prima, impetuosa fioritura. Decine di persone vennero assassinate, alcune delle quali con l’uso di autobomba.
Nel primo pomeriggio di quel tragico 30 giugno, una telefonata avvisò i Carabinieri di Palermo della presenza di un’auto sospetta parcheggiata davanti al viale di Villa Serena (Borgata Ciaculli), presso i fondi dei fratelli Salvatore e Giovanni Prestifilippo. Dopo lo scoppio di un’altra auto avvenuto durante la notte a Villabate, che aveva causato la morte di due persone (Giuseppe Tesauro e Pietro Cannizzaro), per tutta la giornata le forze dell’ordine avevano ricevuto segnalazioni di macchine sospette, ritrovate in diverse parti della città. La segnalazione appena arrivata fu passata al tenente Mario Malausa, che subito collegò il luogo della segnalazione con l’abitazione di Totò Greco. Così l’ufficiale inviò una pattuglia a piantonare l’automobile, chiedendo anche l’intervento degli artificieri. Giunto sul posto insieme al maresciallo Calogero Vaccaro, Malausa incontrò altri due colleghi, Marino Fardelli ed Eugenio Altomare, e un uomo in borghese, il maresciallo di P.S. Silvio Corrao. Poco dopo, giunsero anche gli artificieri Pasquale Nuccio e Giorgio Ciacci.
I due artificieri disinnescarono l’ordigno, un bombola di gas posta all’interno della vettura, ignari della presenza di un sistema a doppia carica. La bombola infatti era un’esca e una seconda carica esplosiva, collegata alla porta del portabagaglio con un congegno a strappo, era stata attivata dal tenente Mario Malausa che lo aveva aperto. I sette morirono nello scoppio.

Jun
30
Fri
Giuliano Pennacchio | Politico
Jun 30 – Jul 1 all-day

Giuliano Pennacchio era segretario di una scuola media e assessore al Personale del comune di Giugliano in Campania. Giuliano Pennacchio svolgeva un’importante attività politica, impegnandosi in particolare nel tentativo di rendere più efficaci ed efficienti i servizi comunali. Venne ucciso il primo luglio del 1982 mentre tornava a casa a piedi, in via Meristi.

Giuseppe Sottile | Bambino
Jun 30 – Jul 1 all-day

Giuseppe morì a tredici anni la notte in cui a Milazzo un commando mafioso lo scambiò per il padre, Felice Sottile, che quella sera doveva morire per una storia di droga. Era il 1 luglio 1990.

Jul
1
Sat
Gaetano Cappiello | Poliziotto
Jul 1 – Jul 2 all-day

Gaetano Cappiello era agente di Pubblica Sicurezza e prestava servizio alla Squadra Mobile della Questura di Palermo. Il 2 luglio 1975, davanti alla Chiesa della Resurrezione nel quartiere “Villaggio Ruffini” di Palermo, Gaetano Cappiello e la Sezione investigativa tesero una trappola a dei mafiosi. Il conflitto a fuoco che ne scaturì lascerà a terra Gaetano Cappiello che morirà poco dopo all’ospedale di Villa Sofia.

Giacinto Puleo | Contadino
Jul 1 – Jul 2 all-day

Giacinto Puleo era un bracciante agricolo. Emigrato in Germania, aveva continuato a sperare di rientrare al paese. Col tempo, il suo sogno si era trasformato in realtà. Così, dopo aver preso un pezzo di limoneto a mezzadria insieme ad un amico a Bagheria, si era rimesso al lavoro.
Purtroppo però non sapeva che quel limoneto era in realtà nelle mani di un mafioso. Al momento del raccolto gli fu consigliato di andarsene. Ma Giacinto decise di non abbassare la testa. Fu ucciso il 2 luglio del 1962 con due colpi alla testa mentre di primo mattino si recava nel suo limoneto.

Salvatore Nuvoletta | Carabiniere
Jul 1 – Jul 2 all-day

Salvatore Nuvoletta era un carabiniere e svolgeva servizio presso la caserma dei carabinieri di Casal di Principe. Il 2 luglio 1982, un commando di killer gli si avvicinò e, benché il carabiniere avesse un bambino sulle ginocchia, aprì il fuoco. Salvatore Nuvoletta riuscì a spingere il bambino da un lato, salvandogli la vita, ma fu colpito a morte.

Jul
2
Sun
Francesco Ferlaino | Magistrato
Jul 2 – Jul 3 all-day

Francesco Ferlaino era un avvocato generale della Corte d’appello di Catanzaro. Come magistrato era stato eletto al “Comitato Direttivo Centrale” dell’Associazione Nazionale Magistrati per il gruppo di “Magistratura Indipendente”. Venne ucciso a colpi di fucile, in prossimità della sua abitazione di Nicastro, da sicari rimasti sconosciuti appartenenti alla malavita organizzata il 3 luglio 1975.