Date da ricordare

Aug
22
Tue
Antioco Cocco | Finanziere
Aug 22 – Aug 23 all-day

Antioco Cocco era un finanziere, motorista di un elicottero che precipitò in mare ad Arbatax  il 23 agosto del 1984, mentre era impegnato in un servizio di perlustrazione.

Giuseppe Iacona
Aug 22 – Aug 23 all-day

Giuseppe Iacona venne ucciso e dato alle fiamme nelle campagne di Niscemi (CL) il 23 agosto del 1998. Il giovane era conosciuto dalla polizia come tossicodipendente. Il 6 settembre fu arrestato il pregiudicato per traffico di droga Rocco Ferrera, con l’accusa di concorso in omicidio.

Aug
23
Wed
Carmela Pannone | Bambina
Aug 23 – Aug 24 all-day

Carmela Pannone era una bambina di 5 anni. Venne  ammazzata ad Afragola in provincia di Napoli il 24 agosto 1989 assieme allo zio Giuseppe Pannone, 32 anni, vittima designata dell’agguato, in una sparatoria avvenuta davanti a un supermercato.

Aug
24
Thu
Ennio Petrosino e Rosa Zaza
Aug 24 – Aug 25 all-day

Ennio Petrosino, 33 anni, e sua moglie Rosa Zaza, 31 anni, vivevano in una villetta al piano terra nel parco De Luca a Pozzuoli. Lavoravano insieme nello stesso edificio, in uno studio di ragioneria del Centro Direzionale di Napoli. Erano dei ragazzi stupendi, che hanno fatto una fine assurda. Questo è il commento di chi li conosceva. Sposi novelli, tornavano dalle vacanze passate in Croazia. Il 25 agosto del 1999, sbarcati a Bari alle 22.00, hanno imboccato l’autostrada sulla loro Suzuki. Sono stati travolti e uccisi da una macchina di contrabbandieri che, invertendo il proprio senso di marcia a fari spenti, ha attraversato uno dei tanti varchi aperti dell’autostrada Bari-Napoli.

Jerry Essan Masslo | Bracciante
Aug 24 – Aug 25 all-day

Masslo nacque a Umtata in Sudafrica. Nonostante le condizioni di povertà, riuscì a portare avanti gli studi, nelle scuole per “soli neri”. A seguito del colpo di Stato del 1987, Jerry Masslo decise di andare via dal Bantustan. Dopo aver messo in salvo la moglie ed i due bambini nel vicino Zimbabwe, raggiunse Lusaka, nello Zambia, dove vivevano alcuni suoi familiari. Insieme al fratello, decise poi di imbarcarsi clandestinamente per l’Europa. Dopo alterne vicende, arrivò a Roma, il 21 marzo del 1988. Al suo arrivo a Roma Jerry Masslo fece immediatamente domanda d’asilo politico alle autorità di pubblica sicurezza, le quali, istruite a norma del principio della “limitazione geografica”, furono obbligate a notificare un diniego, perché l’asilo politico poteva essere richiesto solo dai cittadini dei paesi dell’Est Europa. Dopo due settimane di trattenimento in una cella dell’aeroporto di Roma-Fiumicino, fu rilasciato: poteva rimanere in Italia sebbene senz’alcuno status giuridico definito. Nell’estate successiva decise di spostarsi a Villa Literno, dove gli era stato riferito da altri immigrati era possibile lavorare per la raccolta del pomodoro. Qui le condizioni di vita erano durissime. Villa Literno alla fine degli anni ottanta era una città di circa 10.400 abitanti, che viveva prevalentemente di agricoltura, in cui un ruolo preponderante era svolto dalle attività economiche collegate al controllo del territorio da parte del clan dei casalesi.
Jerry Masslo decise di fare la propria parte e si dimostrò particolarmente attivo nella difesa dei suoi compagni immigrati. Quasi al termine della stagione di raccolta nei campi, la sera del 24 agosto 1989, Jerry Masslo si era ritirato nel capannone di via Gallinelle, dove dormiva con altri 28 immigrati. Un gruppo di quattro persone, con i volti coperti, fece irruzione con armi e spranghe chiedendo che venissero consegnati loro tutti i soldi che avevano addosso. Per gli immigrati, che non avevano altro sistema che conservare tra i loro indumenti tutto il denaro che guadagnavano, significava dover consegnare agli assalitori tutto ciò che avevano guadagnato in due mesi ed oltre di lavoro. Alcuni consegnarono subito il denaro, altri si rifiutarono. Al rifiuto degli immigrati di consegnare il denaro, uno dei ladri colpì alla testa, con il calcio della pistola, un sudanese di 29 anni, Bol Yansen. Jerry Masslo, che era rimasto in piedi davanti ai balordi rifiutandosi di dare loro i suoi risparmi, fu colpito all’addome da tre colpi di pistola calibro 7,65. Nel trambusto successivo alla sparatoria gli assalitori fuggirono via, per timore della reazione degli immigrati. Nella sparatoria venne ferito anche Kirago Antony Yrugo, cittadino keniota, che riuscì a sopravvivere, Jerry Masslo morì prima dell’intervento dei medici.

Aug
25
Fri
Salvatore Benigno | Cassiere
Aug 25 – Aug 26 all-day

Salvatore Benigno era cassiere presso un cinema, Salvatore Benigno vide dare alle fiamme un’auto da due mafiosi che avevano commesso un omicidio. Solo per questo fu ucciso il 26 agosto del 1986.

Aug
26
Sat
Giuseppe Cutroneo e Rosario Montalto
Aug 26 – Aug 27 all-day

Giuseppe Cutroneo e Rosario Montalto, bambini di 8 e 11 anni, restano uccisi, mentre giocano per strada, da una sventagliata di proiettili a Niscemi (PA) il 27 agosto del 1987. Vittime innocenti di uno scontro a fuoco tra boss su due auto nel centro del paese.

Santa Puglisi e Salvatore Botta
Aug 26 – Aug 27 all-day

Santa Puglisi aveva 22 anni ed era la figlia di Antonino Puglisi, capo della cosiddetta cosca Da Savasta. È stata uccisa il 27 agosto del 1996 davanti alla tomba di suo marito. Insieme a lei al cimitero quella mattina c’erano anche i suoi nipoti di 12 e 14 anni. Salvatore Botta, il più grande dei due, è stato colpito mentre cercava di scappare, forse perché aveva riconosciuto il killer e preso a calci prima del colpo decisivo.

Aug
27
Sun
Calogero Di Bona | Maresciallo Ordinario
Aug 27 – Aug 28 all-day

Calogero Di Bona, vice Comandante del reparto della casa circondariale di Palermo, era entrato a far parte del Corpo degli Agenti di Custodia come semplice agente di guardia nel 1964 fino a diventare Maresciallo Ordinario. Il 28 agosto 1979 scomparve misteriosamente da Palermo al termine di una giornata di lavoro. Il giorno dopo avrebbe compiuto trentacinque anni e la maggior parte della sua carriera l’aveva trascorsa lavorando presso il primo istituto penitenziario del capoluogo siciliano (Ucciardone).

Carmelo Jannì | Albergatore
Aug 27 – Aug 28 all-day

Carmelo Jannì, 46 anni, sposato e padre di tre figlie, gestiva l’albergo “Riva Smeralda” a Villagrazia di Carini (Pa). Nel suo albergo si erano stabiliti alcuni chimici marsigliesi che si occupavano della raffinazione della droga. La polizia dunque gli chiese aiuto per raccogliere le prove. Carmelo non si sottrasse e acconsentì. I poliziotti dunque, fingendosi personale di servizio dell’albergo, riuscirono a intercettare telefonate e conversazioni. Pochi giorni dopo, il 24 agosto 1980, i poliziotti fecero irruzione in una villa di Trabia, sede operativa della raffinazione, e arrestarono i tre marsigliesi e, insieme a loro, un importante latitante, Gerlando Alberti. Ma fu commesso un errore grossolano: a operare gli arresti furono gli stessi agenti infiltrati nell’albergo. Il ruolo di Jannì nella vicenda dunque apparve subito chiaro ai criminali.
Quattro giorni dopo l’arresto, il 28 agosto 1980, in pieno giorno, due giovani a volto scoperto entrarono nella hall dell’albergo e spararono a Carmelo Iannì, uccidendolo.
A emettere la sentenza di morte fu proprio Gerlando Alberti. Per i suoi numerosi omicidi sta scontando l’ergastolo. Gli esecutori non sono mai stati individuati.