Il ricordo di Salvatore Aversa e Lucia Precenzano

Cara Libera,
25 anni fa in un tragico attimo io e i miei fratelli abbiamo perso mamma e papà…una famiglia abbattuta…decapitata….
Ma negli anni …piano piano…dalle nostre macerie umane e con l’aiuto di donne e uomini come noi…travolti da disgrazie simili…abbiamo trovato conforto e sostegno…una nuova famiglia…LIBERA!!
…e con il loro aiuto…con l’umanità di Don Luigi Ciotti…piano piano durante questi lunghi anni abbiamo dato una ragione nuova a questo nostro dolore, che era simile a quello di tante altre famiglie…
L’impegno della Testimonianza…le sofferenze condivise…il non essere più soli ci ha aiutato …e Libera oggi per noi somiglia ad una grande, unica famiglia!!!
Grazie per tutti questi anni di vicinanza, di impegno per ricordare i nostri cari uccisi, per aver dato senso a tanti ..tanti solitari drammi umani…per esservi fatti carico delle nostre pene…Grazie tanto!!

Walter Paolo e Giulia Aversa

Mercoledi 4 gennaio 2017 alle ore 18.30, si terrà in occasione del XXV anniversario della scomparsa del Sovrintendente Salvatore Aversa e Lucia Precenzano, una messa istituzionale organizzata dalla Questura di Catanzaro in loro memoria presso la Cattedrale di Lamezia Terme.

Sono passati 25 e vogliamo ricordare Salvatore Aversa e Lucia Precenzano con le parole dei figli.


Chi erano Salvatore Aversa e Lucia Precenzano

salvatore_aversa_-_lucia_precenzano_400Salvatore Aversa e Lucia Precenzano erano marito e moglie. Aversa era sovrintendente della Polizia di Stato. Svolse numerose indagini sulle attività delle cosche della ‘ndrangheta lametina. Venne ucciso il 4 gennaio 1992 insieme alla moglie, nella centralissima Via dei Campioni 1982 di Lamezia Terme, in un agguato eseguito dai tarantini Salvatore Chirico e Stefano Speciale, in seguito rei confessi.

Il territorio in cui Salvatore Aversa si trovava a svolgere le sue indagini era, ed è ancora, fortemente macchiato dalla presenza delle famiglie di ‘ndrangheta locali. Pochi mesi prima il comune era stato sciolto per infiltrazioni mafiose, anche grazie alle indagini di Aversa.

«Non credo alle leggi eccezionali. Io credo alle cose che il capo dello Stato ha detto dentro la chiesa, cioè che se si aspetta che la mafia sia sconfitta da magistrati e forze dell’ordine , si sbaglia. Che ci vuole invece una presa di coscienza collettiva», queste le parole che il Procuratore della Repubblica di Lamezia, Giovanni Pileggi, pronunciò davanti ai giornalisti pochi giorni dopo la strage.

La risposta da parte dello Stato arriva, quando dopo appena un mese, una super testimone, Rosetta Cerminara, decide di raccontare ciò che ha visto. Ma dopo il rapido susseguirsi dei primi arresti e di elogi alla giovane donna lametina, da ogni parte del mondo, neppure nelle sue dichiarazioni vi sarà giustizia per il poliziotto Aversa e la moglie: la sua è una falsa testimonianza e i veri colpevoli, saranno incriminati solo nel 2004.